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Lunedì 18 Febbraio 2019

18022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Tante volte chiediamo sia a Dio che agli uomini delle dimostrazioni immediate che mettano a tacere le nostre paure, dimenticando che i grandi prodigi non avvengono a comando, da un momento all’altro, ma sono frutto di profondo e costante impegno.
Signore, aiutaci a riconoscere che il miracolo dell’amore non si concretizza in eventi eclatanti, ma in una presenza attenta e fedele.

Domenica 17 Febbraio 2019 - VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

17022019Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,17.20-26)
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Sabato 16 Febbraio 2019

16022019Dal Vangelo secondo Marco
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Gesù ha compassione della folla; ha compassione di noi. Egli sa che senza di lui non arriveremmo a casa, alla casa del Padre. Per questo ci dà il suo pane. Abbiamo però, come i discepoli, il compito di distribuirlo. Siamo noi che possiamo aiutare gli altri, donando il vero pane che il Signore ha dato anche a noi. Donando quello che abbiamo ricevuto aiutiamo Dio a fare il miracolo della moltiplicazione. Donando noi stessi, riceveremo così tanto da averne in abbondanza, perché ci verrà restituito cento volte tanto.
Signore, donaci la gioia di donarci.

Venerdì 15 Febbraio 2019

15022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Gesù, per guarire il sordomuto, lo porta in disparte, lontano dal chiasso della folla: sembra volere la tranquillità perché il malato si concentri solo su di lui e sull’Amore che egli vuole trasmettergli con la guarigione. Non sembra che dica la stessa cosa anche a noi? Non riusciremo mai a trovare Gesù nella confusione e nei rumori del mondo. Ci sono troppe distrazioni che non ci fanno sentire la voce di Dio.
Eppure egli ci parla, ma la sua voce parla nel silenzio del cuore: se il nostro cuore sta ascoltando la folla, non riusciremo a sentire la sua Parola.
Signore, ti chiediamo di aiutarci a tornare al silenzio, per non essere sordi alla tua Parola e muti per non avere nulla di gioioso da annunciare.

Giovedì 14 Febbraio 2019

14022019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Anche questa volta i discepoli, come i fedeli del tempo, sono invitati a cambiare visione e credenze rispetto ad usanze ormai vecchie.
Il Signore ci invita a superare le divisioni e rafforzare lo spirito di fraternità e di comunione con il Padre. Ora anche noi, come i discepoli di allora, siamo chiamati a farci portavoce della buona novella, affinché si realizzi il disegno divino. Il lavoro da fare è tanto e faticoso, ma proprio per questo dobbiamo invocare lo Spirito Santo affinché ci sostenga nell’essere buoni operai.
Eccoci, Signore, tu ci chiami ad operare nel tuo nome con spirito comunitario; dacci la forza di perseverare nelle nostre azioni al fine di compiere questa missione evangelizzatrice.

Mercoledì 13 Febbraio 2019

13022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Con queste parole Gesù vuole rivoluzionare il modo errato di pensare della gente di quel tempo. Vuole indicare una nuova strada per avvicinarsi a Dio. La causa dell’essere impuri non arriva dal di fuori dell’uomo ma dal suo interno, dalla durezza del proprio cuore.
Donaci, o Signore, un cuore mite e docile che sappia comprendere la tua buona novella, cosicché anche noi, liberati dalle paure, possiamo gioire nell’essere tuoi figli.

Martedì 12 Febbraio 2019

12022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

Signore, tante, troppe volte siamo giudicati con crudeltà sulla base delle apparenze, ma ti preghiamo: almeno tu leggi i nostri cuori, guarda le nostre intenzioni e misura con quanto amore abbiamo agito. Non ci abbandonare.

Lunedì 11 Febbraio 2019

11022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Quando siamo deboli nel corpo, è facile che diventiamo deboli anche nel cuore. Persone abitualmente forti e razionali si sentono schiacciare dalle paure e cercano, supplicano, rassicurazioni.
Signore, molto spesso per sanare le nostre paure ci basta poco: qualche segno concreto di presenza, qualcosa che ci faccia sentire che non siamo stati abbandonati; aiutaci ad essere compresi in questo nostro bisogno e aiutaci a comprendere, a nostra volta, chi lo manifesta.

Domenica 10 Febbraio 2019 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

10022019Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11)
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Sabato 9 Febbraio 2019

09022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Proviamo ad immaginare di essere un discepolo che a fine giornata torna da Gesù: non vedremmo l’ora di raccontare cosa ci è successo, cosa abbiamo fatto e i riscontri che abbiamo avuto. Il Signore si accorge che siamo stanchi e ci “coccola” per farci riposare.
Questo è quello che dovremmo fare a fine giornata. Raccoglierci in preghiera tra le braccia del Signore e raccontargli la nostra giornata, affidargli le persone che abbiamo incontrato. Questo ci manca spesso: in questo mondo pieno di fretta, non c’è più tempo per fermarci. Abbiamo bisogno di ritrovare il silenzio, la pace, la preghiera, per ricaricarci e stare insieme con il Signore. Egli è sempre disponibile: sia che noi siamo discepoli o folla, egli ci può ristorare. E’ sempre presente in un abbraccio di Amore e compassione per tutti coloro che lo amano.

Venerdì 8 Febbraio 2019

08022019Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Marco ci racconta il martirio di San Giovanni Battista. Un anticipo della crudeltà che verrà usata anche con Gesù. Erode rappresenta il potere del mondo che non può accettare gli ammonimenti della voce della verità. Quante migliaia di cristiani vengono uccisi ogni anno ancora oggi a causa del Vangelo: la voce della verità contro la voce dell’ingiustizia, la voce dell’amore contro quella dell’odio, la voce della tolleranza contro quella della prepotenza. I cristiani nei secoli sono perseguitati per questo: perché sono testimonianza della verità e dell’Amore per tutti i popoli. Ma sempre con la testimonianza che la verità passa solo attraverso Gesù Cristo.
Signore, ti chiediamo la forza per vivere con serenità e forza la nostra testimonianza.


DonLorenzo

Don Lorenzo Voltolin
Tel. 049.685508
Cell. 340.7223749  -  339.6007243
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Domenica ore 8.30 e
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Feriali
Lunedì e venerdi ore 18.30
Martedì, mercoledì e giovedì ore 18.30 (a Mandria)

Rosario
Giovedì ore 20.00 c/o famiglia Fanzago (via Falcone, 26)
Martedì, mercoledì, giovedì e sabato 18.00 (chiesa di Mandria)

Lodi mattutine
Lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 8.00 (a Mandria)

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Lunedì, 18 February 2019 21:09
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