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Lunedì 23 Settembre 2019, San Pio da Pietrelcina

23092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Ciascuno di noi ha una propria intimità da proteggere; scegliere di rivelarla rientra nella nostra libertà, trovare qualcuno a cui poterla affidare è un grande dono.
A volte però il male esce da solo: proviamo a nasconderlo per far finta che non esista, ma in qualche modo qualcuno lo vede, di solito chi ci vuole bene.
Signore, aiutaci a cogliere il valore di avere vicino qualcuno che ci ama sempre.

Domenica 22 Settembre 2019 - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

22092019In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Quando improvvisamente ci mancano le nostre sicurezze, cerchiamo di sistemare le cose per ritrovare velocemente la serenità, spesso facendo scelte sbagliate.
Signore, nelle nostre difficoltà aiutaci a venire a te in adorazione, perché solamente con la tua guida possiamo trovare la soluzione capace di portarci la salvezza.

Sabato 21 Settembre 2019, San Matteo

21092019Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Un breve brano per raccontare la chiamata dell’evangelista Matteo. Egli era un pubblicano, odiato in quanto esattore delle tasse, eppure quando Gesù lo ha chiamato, ha lasciato tutto e ha cambiato vita. Quale amore deve avere trasmesso Gesù in quella chiamata per operare un simile cambiamento! Dio ci sceglie, ci aspetta, ci chiama. Suona alla nostra porta, ma tocca a noi rispondere e aprire la porta del cuore. E dalla nostra risposta e costanza in fedeltà, dipenderà la trasformazione della nostra vita nell’opera del Signore.
Quando ci chiami, Gesù, apri il nostro cuore per accogliere il tuo Amore.

Venerdì 20 Settembre 2019

20092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Dal Vangelo di oggi emerge che, tra i discepoli di Gesù, c’erano anche delle donne. Ma non serve o schiave, bensì donne di un certo livello sociale che mettono a disposizione il loro patrimonio. Gesù stravolge la mentalità del suo tempo che considerava la donna come piccola appendice dell’uomo. Una novità che pone ogni uomo o donna o schiavo o libero, uguale all’altro di fronte a Dio.
Signore, liberaci da ogni pregiudizio e aiutaci a considerarci tutti fratelli e figli di Dio.

Giovedì 19 Settembre 2019

19092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

La parabola mostra come l’iniziativa parta sempre dalla bontà del Signore, egli perdona chi umile e bisognoso di salvezza, si rivolge a lui.
Fa’ o Padre che attraverso il tuo perdono si accenda in noi un amore riconoscente e generoso.

Mercoledì 18 Settembre 2019

18092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Siamo come dei bambini viziati, mai contenti di ciò che accade, sempre pronti a lamentarci di tutto e di tutti, ovviamente anche di Dio. Se la nostra vita è piena di soddisfazione e di successi allora Dio è buono, se invece inciampiamo da un ostacolo all'altro, allora Dio non esiste o è malvagio. O Signore, tu che ci hai creato, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.

Martedì 17 Settembre 2019

17092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Insegnaci, Signore, a cogliere le necessità di affetto e comprensione di chi incontriamo; aiutaci a restituire il bene che in questi anni abbiamo, in ogni modo, ricevuto.

Lunedì 16 Settembre 2019, Santi Cornelio e Cipriano

16092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Ciò che agli occhi degli anziani rendeva il centurione degno di essere esaudito, è diverso da ciò che lo rende degno agli occhi di Gesù: non le opere, ma la fede.
Signore, quando ci sentiamo di poco valore perché non riusciamo a fare quanto gli altri, aiutaci ad amare e ad essere apprezzati per tutto ciò che questo comporta.

Domenica 15 Settembre 2019 - XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

15092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Non ti preghiamo mai abbastanza, Signore, per la misericordia e l’amore di cui ci riempi ogni giorno.
Ti adoriamo, ti glorifichiamo e ti ringraziamo perché il tuo perdono ci dà la forza di rialzarci e tornare a farci amare da te.

Sabato 14 Settembre 2019, Esaltazione della Santa Croce

14092019Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Oggi è la festa dell’Esaltazione della Croce. Quando abbiamo dei dolori da portare, le difficoltà quotidiane, le persone da sopportare, le chiamamo “le nostre croci”. Quindi la croce diventa simbolo di sofferenza. Ma allora perché esaltare la croce, strumento così atroce di sofferenza, di tortura e infine di morte? Dobbiamo imparare a vederla da un altro punto di vista: quello di Cristo. Noi non esaltiamo la sofferenza, ma la testimonianza dell’Amore che Dio ha manifestato mandando il suo Figlio a morire in croce per noi.
Signore, rendici capaci di portare le nostre croci quotidiane per esprimerti il nostro Amore per te.

Venerdì 13 Settembre 2019, San Giovanni Crisostomo

13092019Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Chi non vede la trave che è nel proprio occhio potrà vedere la pagliuzza che è nell'occhio del fratello? Pretendere di correggere il fratello senza essersi messi a nudo di fronte al Signore per vedere se siamo davvero sinceri, significa essere ipocriti. Tendenzialmente siamo indulgenti con noi stessi, pronti a trovare una scusa che attenui i nostri peccati, mentre con il prossimo siamo pronti a giudicare e a vederne i difetti.
Signore, apri i nostri occhi e donaci l’umiltà necessaria ad una vera conversione del cuore.


DonLorenzo

Don Lorenzo Voltolin
Tel. 049.685508
Cell. 340.7223749  -  339.6007243
E-mail:voltabrusegana@diocesipadova.it

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Lunedì e venerdì ore 18.30
Martedì, mercoledì e giovedì ore 18.30 (a Mandria)

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Lunedì e venerdì ore 18.00 in chiesa
Martedì, mercoledì, giovedì e sabato 18.00 (chiesa di Mandria)

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Lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 8.00 (a Mandria)

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Lunedì, 23 September 2019 17:14
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